Erba viperina

Echium vulgare
Rincorro questa pianta da un po’ di settimane. In realtà l’avevo vista e fotografata anche l’anno scorso, nello stesso punto, sul ciglio della strada, ma le fotografie scattate allora non mi piacevano granchè. Così mentre passavo sul mio cavallo di lamiera, puzzolente e scoppiettante, sempre mi riproponevo di trovare un altro attimo per fermare un’altra immagine. Prima che finisse la fioritura. E finalmente qualche giorno fa quasi fuori tempo …
Quest’erba si trova un po’ dappertutto, ma in particolare la sua fioritura è abbondante in un punto della strada che forma una stretta gola a valle di una delle fortificazioni che sovrastano la città di Genova, il forte dei Ratti. Un tratto di strada, che si insinua in una stretta curva su un piccolo ponticello, particolarmente selvaggio, e romito, tanto che nel nostro immaginario si è guadagnato il soprannome di curva dei briganti. Nel fossato cresce il carpino nero (vedi nel vecchio blog, 11 giugno 2008), il biancospino e il caprifoglio, e fiori sempre diversi, in questa stagione cardogna (1 luglio 2009), campanule (8 luglio 2009), centauree (22 giugno 2009) e naturalmente erba viperina.
Ci sono varie specie di erba viperina, questa si chiama erba viperina comune, Echium vulgare, ed è, credo, di gran lunga la più diffusa. Tutte le viperine condividono la stessa leggenda, di essere cioè potenti a sconfiggere il veleno della vipera, da cui deriva il loro nome (da echis, greco per vipera). Si narra infatti che una poltiglia masticata delle loro foglie abbia miracolosamente salvato dalla ferita del serpente due eroi mitologici. Ma è soltanto leggenda. Creata dalla fervida fantasia popolare, di quando il popolo osservava le piante con attenzione e interesse, e vedeva nei fiori dell’erba in questione, lievi e sgargianti, la forma di una testa di vipera. Come altre boraginaceae, le foglie sono commestibili, e tutta la pianta ha proprietà officinali e medicamentose. I fiori ‘viperini’ sono rosa azzurro, in ciuffi alti e arcuati, e foglie e steli ruvidamente pelosi, quasi ispidi.

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