Ho finalmente identificato, in modo credo abbastanza soddisfacente, questa piccola ombrellifera (o meglio apiacea) così frequente nei boschetti del mio Appennino. Le foglie pennatosette, le ombrelle bianche composte di minuti fiorellini con petali bianchi, diseguali, spesso smarginati e curvi verso l’interno, il fusto esile, ma spesso cavo e con sfumature rosee, anche il cerfoglio può essere confuso con la diabolica cicuta (conium maculatum). Ma la cicuta è alta e robusta, con fusti chiazzati di rosso viola, ha ombrelle di fiori dai petali tutti uguali e puzza di topo. Invece il cerfoglio è esile e ha un dolce odore di carota.
Erba commestibile, non viene segnalata tuttavia come pregiata; anzi per lo più considerata un ottimo cibo per mucche.
Differente la specie coltivata (foto qui a fianco, dal mio giardino), dal sapore di prezzemolo dolce, che ha foglie più piccole e leggermente più arrotondate, di colore verde più tenero. Originaria del medio Oriente, credo non si trovi allo stato spontaneo nella regione mediterranea, se non come avventizia. Tuttavia è molto facile coltivarla. Dato che si tratta di una pianta biennale, di cui si usano le foglie, quest’anno non ne vedrò le ombrelle, che sbocceranno un altr’anno, se decido di non estirparla e magari portarla a seme.

[...] oppure ancora meglio in una piccola scatola. Mi ha sorpreso invece il cerfoglio (vedi anche qui) che credevo anch’essa pianta biennale, che invece già fiorisce, e quindi ho dovuto [...]