Bocca di leone, pioniera dei muri

Bocca di leone

Bocca di leone –  Antirrhinum majus

 

Ecco la bocca di leone, con i suoi fiori vistosi e colorati che spalancano vogliosi le fauci per accogliere gli insetti.

Antirrhinum majus, questo il suo nome ufficiale, in passato era classificata nelle Scrophulariaceae, mentre oggi è inserita nella famiglia delle Plantaginaceae, insieme a varie cuginette a corolla concresciuta, come la linaria (vedi 13 giugno 2008)  che in piccolo le assomiglia. Pianta assai comune, sembrerebbe quasi una pianta dai gusti qualsiasi, cresce in vaso,  in terriccio ricco, sciolto, ben drenato, sole e acqua quanto basta.  Eppure non è proprio così, c’è qualche cosa di più. Provare per credere, o meglio guardarsi in giro per credere. Se può scegliere, non cresce nell’aiuola ordinata, in mezzo alla terra grassa; se di concime organico ha bisogno, deve riuscire a succhiarselo dalle macerie, perchè è quello il suolo che preferisce. In mezzo alle pietre, sugli intonaci sbrecciati, nelle crepe del cemento,  la bellissima bocca di leone nel mese di agosto sboccia irruenta in mezzo ai muri, come sulle famose mura della Malapaga che ricordavo in questo post.  Non teme  l’altezza e allarga il suo cespuglio in mezzo alle pareti, come in questa vecchia casa di Tenda, in val Roya, una affascinante città alpina incastonata anche lei sui versanti rocciosi della Alpi marittime.

Bocca di leone

Bocca di leone –  Antirrhinum majus

L’ho seminata più volte in giardino, un po’ qui e un po’ là, con risultati alterni.  Finchè ho capito e mi sono arresa.  Perchè il posto dove era più a suo agio erano le fessure del cemento e le pietre sconnesse. E ci doveva capitare per caso.

Ripropongo qui destra l’immagine dal mio giardino che già avevo pubblicato (vedi 26 settempre 2009), che mostra da vicino i fiori screziati, perchè le scalatrici di muri a volte sono un po’ troppo lontane per farsi ammirare a dovere.

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