Iperico arbustivo

Iperico arbustivo

Iperico arbustivo
Hypericum androsaemum

E’ finita ormai la stagione verde, quella dell’erba fresca e dei colori delicati, dell’esplosione di germogli e corolle, delle fronde morbide e leggere. Il terreno asciutto è allagato a giorni alterni da acquazzoni repentini ed effimeri. L’erba cresce già gialla, contorta, increspata. Quasi tutte le piante hanno già dato, cresciute, fiorite, pesanti di frutti. E nel frattempo hanno anche dato da mangiare a un bel po’ di specie del regno animale, che più o meno gentilmente le hanno attraversate, percorse, scavate, divorate. Adesso sì che la pianta è forte, adesso sì può prepararsi al riposo. Bacche e frutti si disfano per lasciar cadere nella terra la promessa del seme, le foglie ingialliscono, si contorcono, cambiano forma.  In quest’estate avanzata, le  piante si caricano del caldo colore della maturità.

Questa varietà di iperico, o erba di San Giovanni arbustiva, è un suffrutice perenne (qui nella forma primaverile)  e ha  l’aspetto solare di tutte le erbe del suo genere (vedi anche 10 luglio 2009). Inoltre contiene praticamente tutti gli stessi principi attivi del suo celebre parente, Hypericum perforatum (vedi anche 21 giugno 2008).  Un tempo incluso nella famiglia delle Guttifere (oggi rinominate Clusiacee) per la presenza di minute vescicole ricche di fluido su varie parti, soprattutto le foglie,  oggi nelle Hypericaceae, l’iperico è una delle piante officinali più conosciute e investigate.  Viene utilizzato come antivirale, ma soprattutto come ansiolitico, grazie alla presenza nelle foglie, germogli e fiori del composto ipericina, ma anche l’iperforina, a cui sono state riconosciute anche significative proprietà antidepressive.

 

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