Acetosella

 

 

Acetosella gialla

Acetosella gialla
Oxalis pes-caprae

Pianticella precoce e temeraria, rigogliosamente fiorita già da gennaio, l’acetosella gialla si incontra ovunque in città. Come altre sue sorelle del genere, deve tollerare con bonaria pazienza di essere chiamato ‘trifoglio’, per via della forma delle sue foglie. Anche se con il trifoglio, che è della famiglia della fabacee o leguminose, non ha proprio nulla a che vedere, essendo un oxalidacea. E’ un’erbetta commestibile, ma con moderazione, perchè l’acido ossalico che contiene tanto bene non fa. Il suo nome specifico, che significa piede di capra, alluderebbe alla forma della radice.

Quello che interessa adesso però è come quest’acetosella abbia fatto a diffondersi in modo così penetrante in ogni angolo delle città.  Come raccontavo nel vecchio post del 26 gennaio 2010, è originaria del sud Africa e fu importata in Europa, e precisamente a Malta alla fine del XVIII secolo da una signora inglese che ne donò una pianta proveniente dalla Colonia del Capo a padre Giacinto, botanico locale. La pianta si impose prepotentemente, diffondendosi per divisione dei bulbi (cioè per via vegetativa e non per seme), divenendo ben presto ‘la pianta più comune delle isole maltesi’ e emigrando velocemente in Sicilia e poi in varie regioni del Sud Italia, e ancora sempre più su, fino in Liguria, ormai neofita invasiva dappertutto. Questa pianta continua a non produrre semi e a propagarsi per divisione agamica. Fiorisce da novembre a maggio ed ha straordinari fiori gialli disposti in una infiorescenza ombrelliforme. Qui eccola che si slancia da un muretto, sulle alture di Nervi (Genova).

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