Betulle

betula pendula
Vado al Nord e, finalmente, incontro veramente la betulla. Qui da noi si fa alquanto desiderare, è una curiosità, un’attrazione da giardino. Al Nord è dappertutto, nei boschi e per le strade, sugli argini dei fiumi, in mezzo alle città. Questa piccola e snella betulla (snelle lo sono sempre, ma possone essere assai più grandi) cresceva vicino a qualche edificio dell’Università Medica della Pomerania, a Stettino.

betula pendula

Finalmente mi sazio a contemplare le betulle, con la loro corteccia bianco argentea, dritte e nobili, come principesse, la morbida chioma frusciante ed eterea. La specie più comune si chiama Betula pendula, nome che allude al portamento dei rami secondari che hanno le estremità piegate verso il basso. La sua corteccia ha la consistenza della carta e come carta per scrivere veniva usata da certi popoli nordici.
Come scrivevo qualche tempo fa, sul vecchio blog, per una betulla incontrata per caso in un giardino (precisamente il giorno 27 giugno 2009), la betulla è un albero antico e leggero, nobile, etereo e resistentissimo. I boschi di betulle hanno la consistenza delle nubi, ma la fierezza del tuono. Fanno un’ombra discreta, che lascia crescere fiori e pianticelle nel sottobosco molto di più di quanto consentano le altre laltifoglie più prepotenti, come faggi, castagni, olmi e querce.

Nella foto a destra, un boschetto di betulle sulle sponde del fiume Oder (Odra in polacco), non lontano dal porto di Stettino.

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