Camedrio femmina

teucrium fruticans
Per trovare un po’ di colore, rovisto fra le foglie lucide e vellutate di questo camedrio ornamentale, che non dovrebbe essere fiorito in questa stagione. Sta sulla passeggiate di Nervi (Genova), di fronte al mare e laggiù, si sa, accadono anche i miracoli. E’ pieno di fiori, larghe bocche blu pallido di forme sinuose. La corolla si slancia in una specie di lingua a tre lobi, con sottili nervature violette. In questo buco nero di nebbia, riesce a farmi pensare alle orchidee. Ma non facciamo confusione, si tratta di un’umilissima lamiacea, un cespuglio diritto e ordinato, ma a suo modo lussureggiante e impavido, che non soffre i miasmi salmastri ed è per questo molto adatto ai giardini marini. La sua fioritura è primaverile, ma nessuno ormai si stupisce troppo di rifioriture tardive e inaspettate, ed indubbiamente gradite.

Queste rifioriture mettono un  po’ in crisi il botanico dilettante che cerca di riconoscere le piante dalla loro stagionalità.  Ho trovato in rete osservazioni di genziane  fiorite alla fine di settembre o alberi di Giuda (Cercis siliquastrum) che fruttificano a dicembre.

Le rifioriture autunnali sono in generale molto meno abbondanti e decise di quelle, canoniche, primaverili; sono fiori timidi e sparsi, come figli di una madre anziana. Certo il clima  umido, mite e piovoso, favorisce questi ritorni, anche se li spiega solo in parte, perchè quest’anno la stagione è stata sì piovosissima, ma tutt’altro che mite.

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