Ficus macrophylla, l’albero più grande d’Europa

Ficus macrophylla

Ficus macrophylla – Palermo, piazza Marina

 

Ecco un altro albero venuto da lontano e piacevolmente (per lui) acclimatato nella soleggiata Sicilia. In realtà più che semplicemente acclimatarsi, parrebbe ne abbia preso sconsideratamente possesso.

Secondo l’autorevole parere dell’Accademia dei Georgofili, riportata qui dal prof. Giuseppe Barbera, il Ficus macrophylla subsp. columnaris, di piazza Marina a Palermo con i suoi 10.000 metri cubi  di chioma fogliare è il più grande albero d’Europa. Sotto le sue chiome, la domenica mattina, si svolge un animato e piacevole mercatino delle pulci (vedi foto a destra). La specie è più conosciuta con il vecchio sinonimo, Ficus magnolioides Borzì, un nome che fa riferimento alla somiglianza della sue foglie con quelle della Magnolia grandiflora, con la quale continua ad essere confuso. Tanto che i palermitani chiamano queste piante  ‘magnolie’ ed esiste un viale costeggiato da questi fichi che si chiama appunto Viale delle Magnolie.

Ma è naturalmente nell’orto botanico, dove non mancano altri esemplari che contendono il primato al gigante di piazza Marina, che tutta la storia dei fichi magnolioidi palermitani è cominciata. E proprio lì leggo le loro gesta.

Ficus macrophylla subsp. columnaris

Ficus macrophylla subsp. columnaris – Orto botanico di Palermo

Nel suo ambiente naturale, l’isola di Lord Howe in Australia, il Ficus macrophylla subsp. columnaris comincia la sua vita come ‘epifita’, ovvero avvinghiandosi ad altre piante senza tuttavia diventarne un vera e proprio parassita. Gli uccelli si cibano dei suoi frutti e trasportano i semi disperdendoli sui rami più alti, dove essi germogliano. Dopo un breve tempo di crescita, le giovani piante emettono radici aeree che si spingono fino a terra trasformandosi in pseudo tronchi che sostengono e nutrono la pianta. Questi pseudo tronchi si fondono insieme formando una gigantesca e compatta massa legnosa indistinta che progressivamente ingloba e inviluppa la malcapitata pianta ospite. L’albero possiede anche delle grandi radici tabulari a forma di lama che principalmente servono a mantenere l’equilibrio. Queste radici emergono dal terreno spesso estendendosi fino a lunga distanza.  Le foglie coriacee hanno la lamina superiore glabra di colore verde scuro e quella inferiore lanuginosa e color ruggine. Le infiorescenze, siconi o fichi, sono raggruppati alla sommità dei rami. Esse non producono frutti in Italia perchè manca l’insetto impollinatore specifico (1).

Ficus macrophylla

Particolare dell’enorme tronco di Ficus macrophylla dell’orto botanico

L’esemplare delle foto fu introdotto nell’orto botanico all’inizio del 1800. Da qui si è diffuso e sparso in tutti i parchi e giardini della costa siciliana. Oggi si incontrano comunemente individui di proporzioni monumentali la cui crescita esuberante ha irreparabilmente trasformato l’ambiente immediatamente circostante, comprese le costruzioni. Insieme al Ficus aurea, una specie originaria della Florida e ad altre specie di varia provenienza, questo Ficus costituisce un gruppo noto come ‘fichi strangolatori’ o ‘necat plantas‘, piante assassine, in ragione delle loro abitudini di crescita aggressiva, nella quale inglobano ogni altra pianta o materiale che trovano sul loro cammino.

Ricordo che si può, anzi si deve, cliccare sulle immagini per vederle più grandi

(1) La straordinaria storia dell’impollinazione dei fichi è raccontata nel bellissimo libro di Giuseppe Barbera “Tuttifrutti”  Mondadori, 2007

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