Mandragora

Mandragora autumnalis

Mandragora autumnalis

L’assolata costa siciliana, in un novembre che aveva i colori dell’estate, mi ha regalato il primo incontro della mia vita con un’erba magica che pensavo non avrei mai incontrato. La specie più famosa, Mandragora officinarum L., dalla fioritura primaverile, non si incontra più in Italia. La sua presunta magia le derivava non tanto dall’umore, tossico e medicamentoso, che contiene, quanto dall’inquietante e straordinaria forma antropomorfa della sua radice. Un po’ stilizzata nella stampa antica, credenze popolari le attribuivano virtù afrodisiache caMandragorepaci di aumentare la fertilità.
Oggi sulle coste italiane meridionali si incontra abbastanza facilemente questa specie autunnale, dalle grandi campanule azzurre. Mescolata a erbacce di campo, non bisogna confondere la sua foglia, ampia, ovale, verde carico con ampie nervature carnose. Mi chiedo se anche la radice di questa specie ha la forma bizzarra della leggenda. Ma resterò nel dubbio, già abbiamo perduto la officinarium, proteggiamo almeno questa autumnalis senza sradicarla. E lasciamola alle farfalle.

Mandragora autumnalis

Fotografata sulla costa di Palma di Montechiaro (Agrigento), presso il castello detto del Gattopardo perchè appartenuto alla famiglia Tomasi di Lampedusa, in una mattinata limpida e fresca, prima della notte oscura di Parigi.

So poco di Palma, una piccola città sconosciuta, ornata di chiese e edifici barocchi, dove abbiamo acquistato deliziosi dolcetti di mandorla in un convento di clausura. Leggo però che questa cittadina è stata la settimana scorsa teatro di un oscuro episodio di violenza con il rinvenimento di un rudimentale ordigno nei pressi di un orfanotrofio, una bomba di piccolo potenziale esplosivo, ma certo in grado di far molto male a un bambino che l’avesse manipolata. Strane coincidenze e tristi realtà, oltre le  favole e le leggende di piante e castelli.

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