Cipollaccio: Muscari ovvero Leopoldia

Cipollaccio

Leopoldia comosa
Cipollaccio

Il Muscari comosum (vedi 17 aprile 2009) ha cambiato nome e, in onore del Granduca di Toscana Leopoldo II, oggi si chiama Leopoldia comosa.  Almeno dicono alcuni, mentre in altre fonti le due denominazioni vengono considerate sinonimi.  Nè il Granduca nè l’ottimo bulbo a fiori blu se ne avranno a male se dico che non so bene come chiamarlo e in confidenza preferisco  cipollaccio.
Su un punto però concordano tutti con APG III, e cioè sulla nuova collocazione nella famiglia delle Asparagaceae, e non più Liliaceae com’era tempo fa, insieme ad Agave, Hyacinthus e Hyacinthoides e naturalmente Asparagus.

Dei singolari fiori di questa pianta avevo già accennato nel link citato sopra.  Il ciuffo o fiocco  sommitale, di colore viola o blu,  che dà il nome alla specie, comosa cioè chiomata,  è costituito da piccoli fiori sterili, densi e dotati di un lungo peduncolo incurvato verso l’alto.  I fiori fertili, di colore più scuro, quasi bruni, sono invece più densamente spaziati fra di loro e quando maturano si ripiegano verso il basso.   I fiori sterili sono un ingegnoso espediente, hanno lo scopo di attarre impollinatori, limitando la geitonogamia (autoimpollinazione)(1). Questa per la pianta costituisce  un’inutile e potenzialmente dannosa fatica perchè la costringe a tentare di  portare a  maturazione troppi  frutti.

Muscari

Muscari botryoides
strada di Lucca

Il cipollaccio, come dicevo, è pianta commestibile, anche prelibata.  I bulbi  si possono consumare crudi in insalata, anche se è consigliabile lessarli per attenuarne alcuni principi amari e probabilmente tossici; oppure fritti e messi sott’aceto, proprio come le cipolle.  Si tratta di una pianta archeofita, ovvero già presente nella regione mediterranea come specie spontanea prima della scoperta dell’America e utilizzata in Grecia e medio Oriente già nei tempi antichi, come testimonia il trattato di Pietro Andrea Mattioli del 1568 . In Italia l’uso tradizionale è documentato in Sardegna e nelle regioni del Sud; tuttavia in tempi recenti la specie non viene più raccolta nei campi, ma si preferisce acquistare al mercato quella di provenienza africana(2). E’ anche una specie officinale, diuretica ed emolliente, con proprietà ancora una volta affini a quelle della cipolla.

Incontrato nel bosco, in questa lucida mattinata che preannuncia pioggia, è un fiore singolare e grazioso. Ma il genere Muscari (che a Leopoldia assomiglia parecchio) comprende anche specie a vocazione ornamentale, aggraziate decorazioni da città e giardino. L’infiorescenza immatura, quando i fiori sono ancora chiusi, ha l’aspetto di pannocchia verde blu. Muscari di non saprei che specie ho incontrato per le strade nella città di Lucca (foto a destra) qualche primavera fa, in tutto e per tutto simile ad altre scovate poi in vendita alla fiera Verdemura dove ero diretta.

(1)Morales et al. (2013)  Sterile flowers increase pollinator attraction and promote female success in the Mediterranean herb Leopoldia comosa.  Ann Bot. 11:103-11 doi: 10.1093/aob/m s243

(2)Pieroni et al. (2002) Ethnopharmacology of liakra: traditional weedy vegetables of the Arbëreshë of the Vulture area in southern Italy Journal of Ethnopharmacology 81:165-185  doi: 10.1016/S0378-8741(02)00052-1

 

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