Noci e cachi in Salita degli Angeli

Salita Angeli

Salita degli Angeli
Pizzeria degli Angeli (chiusa)

Salita degli Angeli è una strada antica. Parte dalla chiesa di San Teodoro, a ridosso del porto, e sale, sale, ripida e stretta, vera creuza di montagna, più che di mare. Proprio all’inizio una targa ricorda che “fino al 17° secolo questa strada costituiva il percorso principale per raggiungere la val Polcevera, dove incrociava la via Postumia, che saliva a valicare l’Appennino.”
Un pezzo di centro storico fuori dal centro che appare oggi ferito dal degrado e dall’incuria, invaso dalle erbacce, troppe, e sfregiato dall’asfalto, irregolari chiazze di bitume nero che soffocano la mattonata.

Salita degli Angeli - Anagallis arvensis

Anagallis arvensis

Ma non importa, salgo. La ‘montata’ si inerpica. A Genova le vie si chiamano tutte ‘salite’, da qualsiasi parte le si guardi. Perchè il punto di partenza è sempre in basso, perchè è dal mare che ci si mette in cammino(1). O meglio ‘montate’, perchè dal mare si arriva subito ai monti. Salgo, e in pochi passi sono già in alto, con il porto sullo sfondo.

Salgo guardandomi intorno, alla ricerca di qualche incontro significativo. Ecco un grande albero che si affaccia dal muro. Il portamento fiero, il verde regale delle foglie e delle drupe non lasciano dubbi, è un noce (Juglans regia), con le sue “ghiande care agli dei”.

Salita degli Angeli <em>Juglans regia</em>

Salita degli Angeli 
Juglans regia

Salite Angeli - Juglans regia

Juglans regia

Narra ancora la targa che “questa strada era la direttiva principale verso la Val Polcevera perchè la via della Lanterna non era che un piccolo sentiero scavato nel vivo sasso che aggirava con un tortuoso percorso il Colle di San Benigno. Più ampia delle altre crose e capace di sopportare il traffico nelle due direzioni di marcia, aveva ai lati costruzioni diverse, delle quali si riconoscono i segni fra gli edifici moderni che successivamente si sono aggiunti. Case rurali, palazzi con portoni e edicole sacre, muri di semplice recinzione con tracce evidenti di porte e portici, testimoni di facciate di case di pregio che riportano al tardo medioevo.”

Diospyros kaki

Diospyros kaki  –

Diospyros kaki

Diospyros kaki  –
(a destra un cespo di canigea)

Salgo. Piccole stradine senza sbocco intersecano il nobile tracciato, via San Fermo, via Melegari. Erbacce, sempre troppe, lo sfrontato centonchio, detto anche mordigallina (Anagallis arvensis, vedi foto sopra e 29 maggio 2009),  la coraggiosa malva (Malva sylvestris) e la spudorata e incontenibile canigea (Parietaria officinalis, 14 maggio 2008). Ma nei giardinetti sbocciano le rose. Un bucato è steso attraversa l’angusta via e, fra muri antichi e ponteggi moderni, un albero di cachi (Diospyros kaki) si fa spazio fra le antenne paraboliche. C’è posto per tutti, anche per i suoi fiori.

Cerco in rete notizie sulle ville di salita degli Angeli e trovo un lungo elenco, anche se la più significativa dovrebbe essere, al n.70, villa Tomati Cicala, residenza quattrocentesca parzialmente conservata.

Salgo. A un certo punto si arriva in cima, si attraversa la Porta degli Angeli verso le mura degli Angeli. Allora si apre il paradiso. Ma questo lo racconterò un’altra volta.

(1)Corinna Praga – A proposito di antica viabilità genovese, Fratelli Frilli Ed. 2008

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