Fisospermo di Cornovaglia

Physospermum cornubienseNonostante il nome complicato e la provenienza apparentemente nordica, si tratta di un pianta di ambiente mediterraneo, comune nella mezz’ombra del bosco. Quando ero bambina, usavamo queste foglie per rappresentare il sedano nel gioco del mercato. E la famiglia è proprio quella del sedano, le apiaceae, da Apium, sedano, una famiglia molto ampia, ma che conosco poco e che mi risulta piuttosto ostica. Infatti non è rappresentata in questo blog come dovrebbe, data la sua diffusione e la sua importanza.
Tornando al fisospermo, il nome significa che ha semi rigonfi, come si potrebbe intuire dalla, pur scadente, fotografia. Nonostante l’aspetto, le foglie di questa pianta non pare siano commestibili e non ho trovato citato alcun utilizzo. Poco male, non le ho mai mangiate davvero.
Physospermum cornubiense
Mi rimane una certa sorpresa ad apprendere che una pianta per me così familiare (e lo è, nei boschi di castagno e faggio dell’Appennino) non sia niente di conosciuto, non una specie di sedano o prezzemolo selvatico (come quel Oreoselinum nigrum incontrato il 10 ottobre 2009 ai piani di Praglia), ma un personaggio un po’ arcano, che viene dalla Cornovaglia (nota penisola dell’Inghilterra del Sud), assente nei trattati elementari e diverso da forme conosciute… Come sono complicate queste ombrellifere. Come sono complicate le piante in generale, come è illusorio imparare a conoscerle e riconoscerle da qualche decina di fotografie o di immagini anche accurate, ma insufficienti.
Il fisospermo, comunque, io lo tengo sempre vicino al mio cuore, come il mio ‘sedano’ personale.

2 comments to Fisospermo di Cornovaglia

  • E` sempre un grandissimo piacere visitare questo blog e mi soffermo sempre piu` del previsto – c’e` tanto, ma tanto da leggere e vedere!

  • Grazie Anna Maria di tutte le tue visite e del tuo apprezzamento. Negli ultimi tempi non sono stata assidua come vorrei, ho tanti progetti, ma poche realizzazioni. Però sono molto riconoscente ai miei visitatori affezionati. Un caro saluto
    Carla

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