Ceiba a Palermo

Ceiba speciosa

Ceiba speciosa

Ceiba speciosa

Ceiba speciosa

 

Ceiba speciosa, detta albero bottiglia o addirittura “palo boracho” cioè albero ubriaco, cresce in Sicilia con prorompente vitalità. E’ capitato spesso che specie importate da luoghi esotici si siano acclimatate fin troppo bene sulle coste mediterranee, soprattutto nel sud. Quest’albero però è bello, ed originale, e si fa voler bene. Fiorisce a profusione fino a novembre inoltrato e i suoi fiori sono grandi, pesanti e riccamente colorati, dal bianco al giallo, al rosa fino al lilla più intenso. Originario del Sud America, è stato importato nel secolo XIX nell’orto botanico di Palermo da dove si è diffuso nelle zone vicine. Nell’orto botanico, ci sono ampi viali di Ceibe, alte sui loro curiosi tronchi bombati e ricoperti di spine legnose. La incontro di nuovo sul belvedere di Monreale, accanto allo storico chiostro, da dove si gode una vista spettacolare sul golfo di Palermo.

Ma già la conoscevo, come Chorisia speciosa, il suo nome precedente, e se non ne avevo visto i fiori, ne avevo incontrato le bacche, e le spine, nei pressi della villa Pallavicini di Pegli (Genova) e precisamente di fronte al Museo Archeologico ligure (vedi post del 9 gennaio 2010).

Ceiba speciosa

Viale di ceibe all’orto botanico di Palermo

Ceiba speciosa

Ceiba a Monreale


Come dicevo allora, ” il suo robusto tronco tende a gonfiarsi in modo curioso, assumendo un po’ la forma di otre. E’ proprio a causa di questa proprietà che può essere chiamato albero bottiglia, soprannome che condivide con altre piante, sempre tropicali, ma alquanto diverse, come Brachychiton discolor (vedi 16 settembre 2008).  La corteccia del fusto e dei rami è cosparsa di spine, coniche, non saprei dire quanto pungenti, ma certo fastidiose per gli intrusi che volessero avventurarsi a scalarla. I frutti sono grosse capsule e costudiscono i semi racchiusi in una lanugine soffice, che può essere usata per imballaggio, tanto da meritarsi il nome di falso kapok.”

La Ceiba appartiene alla famiglia delle bombacaceae, nome che già fa pensare a una struttura bombata, insieme al mitico baobab, alla cugina Ceiba pentandra, da cui si ricava il vero kapok,  e a vari altri ‘alberi del cotone’, come l’indiana Bombax ceiba (28 febbraio 2010).  E’ grazie al fantastico clima delle nostre coste che possiamo vedere da vicino alcune di queste meraviglie della lussureggiante natura tropicale.

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