Giuggiolo

Giuggiolo

Ziziphus jujuba
piazza della Giuggiola

Il giuggiolo è un piccolo albero con fronde abbondanti, rami tortuosi e spesso irti di spine e foglie composte, di un verde lucido e brillante. I frutti sono delle drupe e assomigliano a datteri o a olive marroncine; hanno polpa carnosa e succulenta, maturano fra settembre e ottobre e si possono consumare freschi, ma anche essiccati. Il loro succo, dolce e acidulo, ha dato origine al modo di dire ‘andare in un brodo di giuggiole’ per indicare una condizione di felicità e allegria.

Piazza della Giuggiola

Quartiere del Carmine, Genova

Il brodo di giuggiole si ottiene da una ricetta antica in cui le drupe vengono  cotte in acqua, zucchero e vino ottenendo una gustosa bevanda debolmente alcolica e ricca di vitamina C. Originario del Medio Oriente e diffuso in India e in Cina, quest’alberello appartiene famiglia delle Rhamnaceae, come ranno (1 settembre 2008) e alaterno (5 ottobre 2008) e viene chiamato anche Zizzolo, nomignolo più simile al suo nome vero, scientifico, che è  Ziziphus jujuba.

Giuggiolo

Ziziphus jujuba
frutti vicini alla maturazione

E’ una pianta robusta, molto resistente ai parassiti, e un tempo in Nord Italia era tradizione piantarne un esemplare presso casa. Oggi è diventato un po’ meno popolare, forse perché la sua crescita è molto lenta, benché l’attesa sia ripagata da una bellezza unica a maturità. E’ una pianta longeva, tanto che si dice che la pluricentenaria giuggiola dell’omonima piazzetta, nel quartiere medioevale del Carmine a Genova, sia uno degli alberi più antichi della città.

Giuggiolo via Spallarossa

Ziziphus jujuba
via Spallarossa, Genova

Ziziphus jujuba

Ziziphus jujuba
Castello di Paderna (PC)

Un altro giuggiolo, imponente e magnifico, cresce entro le cinte murarie del castello di Paderna, presso Pontenure (PC), dove ogni anno si svolge una vivace fiera mercato di piante antiche e dimenticate. Questa è il primo giuggiolo che ho riconosciuto, e ricordato nel blog (4 ottobre 2009). Ma c’è una giuggiola anche poco lontano da casa mia, in via Spallarossa, una creuza difficilmente carrozzabile parallela a via San Colombano. Sono certa che è lì da svariati anni e mi chiedo come mai non l’avessi mai notato prima. Ma ora che l’ho scoperto non mancherò di passare spesso a salutarlo.

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