Fiori e foglie... una pianta al giorno
Amo moltissimo le piante. Soprattutto i grandi alberi, le creature più generose della terra. Ma anche le piccole erbe di prato, persino quelle più impudenti, che si ostinano a resistere ai miei tentativi di estirparle dalle aiuole del giardino. Poca gente osserva le piante, forse le trovano noiose. Pochi sanno riconoscere un leccio, o addirittura distinguere un ippocastano da un tiglio. E' un vero peccato, le piante non sono affatto noiose, e in questo diario botanico io voglio presentare ogni giorno una pianta diversa, del giardino, del campo, del bosco
Naturalmente questo blog non ha pretese scientifiche né manualistiche. E' solo una piccola raccolta di pensieri, mentre osservo le piante, con la speranza di imparare a conoscerle meglio.

Giovedi, Dicembre 31, 2009
Evonimo o berretta da prete
euonymus europaeus
Cercavo bacche rosse di buon augurio per l'anno nuovo che comincerà solo fra qualche ora. Il 2008 era finito con le eleganti bacche del cotoneastro, ora piuttosto provato prima dalle nostre energiche potature e poi dalle inclemenze del clima. Allora potrei cercare l'agrifoglio (vedi 20 dicembre 2008) o il biancospino, o ancora l'inesorabile e coloratissima piracanta. Temo che il vento e il gelo quest'anno abbia spazzato via quasi tutto qui intorno. Cachi e melograni sono ormai sfatti, difficile trovare ancora qualche drupa rossiccia in questo inverno gelido e bagnato. Alla fine ho scelto questi piccoli frutti rosa brillante, che si aprono come tascapani per liberare i semi arancioni. Ho già parlato di questa pianta, detta anche fusaggine, utile, graziosa e sorprendente (vedi 12 agosto 2008). Fotografata, durante una stagione un po' più clemente, in un piccolo parco a Castel Gandolfo (Roma), il 26 dicembre 2008.

Buon Anno!!


scritto alle 16:42 da CarlaFed ::    COMMENTI


Mercoledi, Dicembre 30, 2009
Cicas
cycas revoluta
La cicas (famiglia cicadacee) è una pianta ornamentale che ricorda le palme. Coltivata per il suo aspetto, si è propagata anche spontaneamente sulle riviere per il clima particolarmente adatto. Le foglie bipennatosette, lucide coriacee e puntute, nascono a ciuffo allargato all'apice del fusto e conferiscono alla cicas un portamento elegante, piuttosto sofisticato. Per questo è frequente nei giardini di lusso e gli esemplari di una certa dimensione vengono venduti a prezzi tutt'altro che popolari. In autunno produce gruppi compatti di frutti rossastri. L'ho vista, a Natale, anche lei decorata con palline dorate. Fredda e compassata, con quell'aria inappuntabile, quasi finta. Ma non è di queste parti, chissà se qualche volta anche lei soffre di nostalgia.
Siamo sempre nel parco di Nervi, a contemplare i sempreverdi per soffrire meno questo freddo e gelido vento che non ci dà tregua.

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Martedi, Dicembre 29, 2009
Un'altra araucaria
araucaria cookii
Ecco il particolare di un'altra araucaria presente nei parchi di Nervi (Genova). Il tronco è massiccio, ma le foglie, come le altre appressate ai rami, sono più piccole, quasi puntiformi. Questa specie viene dall'Oceania, e, come dice il nome, è stata scoperta, o è stata battezzata in onore del grande esploratore Cook che fu uno dei primi europei a visitare quelle terre. Si chiama anche a. columnaris o pino colonna e il suo portamento e la forma, conica, è così simile a quella di un grande abete che viene usata come albero di Natale.


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Domenica, Dicembre 27, 2009
Araucaria
araucaria bidwillii

Le araucarie sono fra gli alberi più imponenti del mondo, di origine sudamericana, ma spesso presente nei nostri giardini. La loro singolare caratteristica è portare le foglie appressate contro i rami, ricoprendoli interamente. Fra le varie specie, la più comune è a. araucana , a volte detta albero della scimmia. La specie della foto (a. bidwillii, parco di Nervi, dicembre 2009), ha foglie più larghe, sempre appuntite e spinose, di un verde chiaro e brillante. Il suo aspetto è regale, come quello di una grande pagoda verde.

araucaria bidwillii


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Sabato, Dicembre 26, 2009
Feijoa
feijoa sellowianaLa feijoa, o fejoja come la chiama Libereso, il giardiniere di Calvino (vedi per esempio 21 novembre 2009 ) è una pianta originaria del Brasile, con foglie coriacee blu cenere, fiori bianchi dai petali carnosi e dagli stami purpurei, e frutti dolcissimi, profumati e aromatici. Una pianta commestibile, il cui sapore, a detta dei brasiliani che diversamente da noi l'hanno assaggiata, è un misto di banana, fragola e ananas, simile a quello di un altro frutto brasiliano celebre, la goiaba (psidium guajava) o alla sua parenta araca (psidium aracà), della stessa famiglia delle myrtacee. Sempre Libereso, che nel giardino di Sanremo la coltivava, la indica come un frutto commestibile degno di maggior considerazione, visto che da noi viene usata quasi esclusivamente come pianta ornamentale, addirittura per siepi, e per questo potata impietosamente impedendole di fruttificare. Quando l'ho conosciuta, in un giardinetto da nulla sotto casa mia, mi avevano colpito i suoi fiori, solidi e sofisticati, mentre assai poco mi dicevano i suoi frutti, dall'apparenza verde e dura. Temo che da noi la maturazione potrebbe riservare qualche delusione. Oggi i fiori non li posso mostrare e la fotografia dei frutti (in alto) risale a settembre scorso. Ma qualcosa della sua semplice bellezza tropicale rimane nelle foglie, con i loro riflessi argentei, contro l'azzurro.

feijoa sellowiana

Intanto siamo sempre immersi nell'inverno, un inverno bigio, ma che più bigio e zuppo di così non si può.


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Mercoledi, Dicembre 23, 2009
Per un arancio
citrusDopo la neve, chissà se il mio piccolo arancio sopravviverà al gelicidio. Le suoi frutti sono rustici e dolci, e hanno il sapore delle cose vere.
(Mi hanno raccontato che nel XVII secolo, in Liguria si coltivavano gli agrumi su larga scala per commercio. Ma a un certo punto, a causa di quella che viene chiamata 'piccola glaciazione', i gelidi inverni ne uccisero una gran parte. E da allora la coltivazione degli agrumi è sporadica e locale, più ornamento che frutticoltura.)

Pomi dorati di buon augurio per questi giorni di festa!



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Martedi, Dicembre 22, 2009
Gelicidio
hedera helix

... e vidimi davanti, e sotto i piedi, un lago che per gelo avea di vetro e non d'acqua sembiante. (Dante, Inferno XXXII, 22 e segg.)

Il gelicidio è un singolare, ed inquietante, fenomeno metereologico che si verifica quando la pioggia gela al contatto del suolo e delle cose. Il nome deriva dalla radice latina del verbo cadere, un po' come stillicidio è la caduta, lenta e costante, di minute gocce. Nel gelocidio però ciò che cade dal cielo in realtà è acqua che trova la terra inaspettatamente più fredda dell'aria soprastante e si fa ghiaccio. Tutto allora si ricopre di un alone spesso e lucido, una specie di gomma trasparente, ma solida e fredda. Ogni superficie assume l'aspetto di vetro, ogni fiore, ogni foglia si ritrova incastonato in purissimo cristallo. E quando ci siamo svegliati questa mattina, tutto era gelato, immoto e quasi morto. Gelati gli scurini delle finestre e le ringhiere del balcone, gelati i rami degli alberi e le rose ancora fiorite, gelata la legna, gelate le automobili e le motorette e gelata, naturalmente, l'acqua di pozzanghere, rigagnoli e cascatelle. L'effetto è di incredibile fascino, se non fosse che il gelo è una perfida calamità. Se non fosse che muoversi in questo mondo ghiacciato senza farsi male è quasi impossibile. Se non fosse che foglie e fiori il gelo non lo amano per niente. Se non fosse che l'inverno può davvero essere bello da guardare, ma è molto meno bello viverci dentro.

scritto alle 22:49 da CarlaFed ::    COMMENTI


Lunedi, Dicembre 21, 2009
Albero dei parasoli
sterculia platanifoliaQuest'albero ha molti nomi, ma io riporto quello con cui viene classificato nel parco storico di villa Grimaldi a Nervi (Genova) dove l'ho fotografato. E' un albero orientale e un suo simile (noto come aogiri o albero dei parasoli, nome scientifico firmiana simplex o sterculia firmiana platanifolia) è famoso per essere sopravissuto quasi miracolosamente alla bomba di Hiroshima, continuando a germogliare. Simbolo dunque della morte e rinascita, anche in questo inverno che si prannuncia freddo e lungo, offre al vento le sue ultime foglie. Perchè i più forti non sono gli alberi che non si spogliano, ma viceversa quelli che sanno resistere al gelo liberandosi del loro mantello, pronti a rigenerarsi quando la stagione sarà più propizia.

Fastweb ha classificato l'intervento sulla mia linea un 'ripristino complesso'. Il tempo sta peggiorando e la fine dell'emergenza si allontana :-((

scritto alle 13:18 da CarlaFed ::    COMMENTI


Domenica, Dicembre 20, 2009
Gelo
vicia faba
brassica olearacea

E' arrivato il gelo. Un gelo senza precedenti, quando ancora l'inverno ufficialmente non è neppure cominciato. Sono gelate le fave (vedi 20 marzo 2009), che già erano alte ed erette; ormai sotto la neve, alta, chissà se passeranno l'inverno. Sono gelati i broccoli (vedi 22 novembre 2009), chissà se fioriranno ancora, se i fiori rimasti torneranno ad essere croccanti e gustosi. E' gelata la strada e le pozzanghere. Stancamente si muovono nel crepuscolo precoce ombre di automobili. Anche se il sole oggi è stato gentile e la temperatura sul tetto ha toccato i 20 gradi, la nuova notte ci riporterà sotto lo zero.
Ma la camelia autunnale (camellia hiemalis Kanjiro, vedi 24 novembre 2008), incurante di tutto ciò, gonfia i suoi boccioli (ne avrà almeno dodici) e si prepara a spalancarli. La aspetto con ansia e la terrò d'occhio.

camellia hiemalis Kanjiro


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Venerdi, Dicembre 18, 2009
Nandina domestica e cocculus laurifolius
nandina domestica


I manuali indicano la nandina domestica come un arbusto dal fogliame ornamentale che in autunno diventa color porpora. Ma questo autunno non aveva ancora colpito abbastanza forte e le foglie di questa nandina erano ancora tutti verdi. Cresce nel parco di Nervi, di fronte al mare, un luogo che conserva tepore e colori della belle stagione quasi tutto l'anno.


Il gelo in questi ultimi giorni sta colpendo duro, qui sulle colline, ed è arrivata, fin troppo presto, la prima neve. Non mi piace l'inverno. Devo dirlo forte per farmi coraggio. Odio l'inverno. Ma bello serebbe l'alternarsi delle stagioni se potessi viverlo semplicemente contemplando la natura che cambia. Alzarsi con la luce e chiudere le imposte di casa sulle tenebre. Accendere il camino e attingere alle provviste diligentemente organizzate nella buona stagione. Non attraversare oggi giorno la città buia e maleodorante, per ore nella ferraglia, attraverso nastri di catrame lucido, per raggiungere qualche nonluogo, dove fare noncose, scambiare nonparole, per uniformarsi ai nonsensi di una troppo complicata organizzazione sociale. Sperando solo, magari, che almeno torni il sole.
cocculus laurifolius
Quest'altro abitante dei parchi di Nervi è albero ornamentale, a portamento arbustivo, anche se può raggiungere, come il questo caso, altezze ragguardevoli. Le foglie sono lucide, solcate da profonde nervatura parallele. Viene dall'estremo oriente ed è un albero tranquillo; non perde le foglie e tollera anche temperature molto basse, più basse dello zero.
Avevo postato la sua fotografia ieri, ma per una errore ho cancellato il post. Fa coppia oggi con la nandina a ricordarmi che, sotto al bianco grigio del gelo, il verde esiste ancora.

:-(( continua l'emergenza :-((
Blog sempre in tono minore a causa di mancanza di collegamento. Sorry


scritto alle 07:48 da CarlaFed ::    COMMENTI


Mercoledi, Dicembre 16, 2009
Gli alberi quando si spogliano: salice
salix sp.



Una spruzzata di foglie del color del sole, risparmiate dai venti gelidi e sferzanti di questi giorni, sugli snelli rami del salice, albero aggraziato e liquido, che fiancheggia i torrenti e le forre. Albero dai tenui colori di acquerello, adatto a luci e nebbie, oro, grigio e argento dei fossati, dalle lunghe foglie accondiscendenti alle brezze, tolleranti delle folate. Bello, come una ragazza, magra, timida, altera.
Come ieri, dalle colline di Bavari (Genova), dicembre.




:-(( continua l'emergenza :-((
Blog sempre in tono minore a causa di mancanza di collegamento. Sorry


scritto alle 08:50 da CarlaFed ::    COMMENTI


Martedi, Dicembre 15, 2009
Contrasti di stagione: acero campestre e alloro

acer campestris & laurus nobilis

Sulle colline di Bavari (Genova), una gelida mattina di dicembre.


:-(( continua l'emergenza :-((
Blog sempre in tono minore a causa di mancanza di collegamento. Sorry


scritto alle 08:54 da CarlaFed ::    COMMENTI


Lunedi, Dicembre 14, 2009
Tasso
taxus baccataIl tasso è un albero magico, di leggendaria longevità e sinistra fama. Ha un'ampia chioma ornamentale, che può essere ombrello, o siepe. Con il suo legno, forte ed elastico, venivano costruiti gli archi più ampi. A primavera, gli esemplari maschi (è pianta quasi sempre dioica, come il ginepro) spargono polvere giallognola, polline, sul terreno e nell'aria. Noto anche come albero della morte, il suo veleno si annida nell'umore dei rami, nelle foglie e dentro i piccoli semi bruni. Si tratta di una conifera, della famiglia delle taxacee, cioè una gimnosperma (dal greco gymnos, nudo e sperma, seme) o pinophyta che dir si voglia. Ma anche come conifere, le taxacee, sono anomale, perché i loroi semi non sono racchiusi nei coni. Sono invece coperti da rigonfiamenti scarlatti, forati alla sommità, che non sono frutti, nè bacche, ma arilli, dalla polpa dolciastra. Sono l'astuzia del tasso: la polpa è buona, appetibile per molti animali, che se ne cibano, disfandosi prontamente del pericolosissimo seme. Così il seme, nudo, pronto per germogliare, viene agevolmente trasportato lontano dalla pianta madre. Una storia complicata, ma non troppo, nell'originale panorama del regno vegetale.
Ancora brillanti gli arilli su questo esemplare fotografato ai parchi di Nervi (Genova) solo qualche giorno fa.

scritto alle 12:00 da CarlaFed ::    COMMENTI


Giovedi, Dicembre 10, 2009
Pino d'Aleppo
pinus halepensis

E' il più elegante dei pini mediterranei, con la sua vaporosa chioma grigio argentea e il suo portamento a tratti altero. Non ha la rassicurante solidità del pino domestico (pinus pinea), nè la rustica spavalderia del pino marittimo (pinus pinaster, vedi 21 luglio 2008). Ha aghi sottili e morbidi, quasi delicati, in gruppetti di due e di colore verde chiaro. E' più raro e ricercato, spontaneo in certe zone del sud e della riviera, spesso si trova nei giardini davanti al mare. Come il roseto di Nervi (qualche rosa si intravede in primo piano), dove l'ho fotografato due giorni fa.


:-(( Continua l'emergenza :-((
La mia linea non è stata riparata e non so quando lo sarà, anche se pare che ci stiano lavorando. Speriamo bene. Stay with me, verranno tempi migliori.

scritto alle 12:24 da CarlaFed ::    COMMENTI


Mercoledi, Dicembre 09, 2009
Senecio rampicante
senecio angulatus
Ha fusti e foglie grassocci, come una succulenta, e fiori giallo paglierino che sbocciano in autunno avanzato. Così lo avevo già incontrato a metà estate, verde ma ornato solo di sfatti soffioni (vedi la foto qui sotto).

senecio angulatus

E me lo ritrovo (foto a destra in alto) alla fine dell'autunno in sgargiante fioritura a coprire d'oro tutto il pendio sopra la scogliera. Sfavillante nel sole caldo di un pomeriggio di dicembre che finalmente ci regala cielo terso e colori. In basso il mare rumoreggia, non ancora del tutto placato dopo le recenti burrasche. E' un altro senecio, genere dalle mille incarnazioni, viene dal Sudafrica, è rampicante, coltivato, invadente. Suppongo che nessuno avesse previsto che potesse colonizzare con tale esuberanza la passeggiata di Nervi (Genova).

:-(( Continua l'emergenza :-((
La mia linea non è stata riparata e non so quando lo sarà, anzi probabilmente questa situazione si protrarrà ancora diverse settimane. La mia assiduità sul blog ne sarà certamente compromessa, un post al giorno non si può assicurare, ma continuerò ad esserci. Stay with me, verranno tempi migliori.

scritto alle 16:20 da CarlaFed ::    COMMENTI


Sabato, Dicembre 05, 2009
Gli alberi quando si spogliano: carpinella
ostrya carpinifolia

E' arrivato.
Pensavamo che quest'anno non arrivasse più, e invece eccolo puntuale, l'inverno, con l'odore di neve nell'aria, anche se la neve è ancora lontana. Sui rami spogli del carpino, il comune carpino nero delle nostre colline, sono rimaste solo le secche infruttescenze a forma di cono, così simili a quelle del luppolo da meritare a queste pianta il nome alternativo di 'carpino a foglie di luppolo'.


Fotografato in alta val Trebbia, comune di Propata (Genova).

:-(( Il blog è sospeso fino a .. data non prevedibile :-((
L'ultimo temporale d'autunno mi ha fatto un bel regalo, un fulmine che ha nuovamente danneggiato la linea telefonica, isolando il mio computer dal mondo. A distanza di una settimana, il mio gestore di rete (fastweb) non ha ancora provveduto a ripristinare un bel niente. Io non posso continuare a contare sul collegamento dall'ufficio o da casa di amici, perciò ho deciso di sospendere, sperando in tempi migliori.
A presto.

scritto alle 18:12 da CarlaFed ::    COMMENTI


Giovedi, Dicembre 03, 2009
Galinsoga
galinsoga parviflora
Piccole margherite sbocciano in un'umida aiuola nel parco di Villa Imperiale, Genova quartiere San Fruttuoso. La galinsoga, che deve il suo nome un famoso botanico spagnolo del diciottesimo secolo Martinez de Galinsoga, è pianta esotica, di origine sudamericana. Portata in Europa nel 1800, e in Italia nei giardini botanici di Firenze e Padova, si è velocemente diffusa come avventizia in praticamente tutta la penisola, diventando un'infestante molto comune. In realtà ne esistono due specie, galinsoga parviflora e galinsoga ciliata o quadriradiata, ma le differenze sono così sottili che non mi addentro nel problema della loro determinazione. Dico solo che mi pare probabile che la specie fotografata sia g. parviflora perchè è scarsamente pelosa, quasi glabra, a differenza di g. quadriradiata. Inoltre g. parviflora ha fioritura più tardiva e prolungata ed è più comune in Liguria. Pronta a smentirmi, naturalmente. Felice comunque di aver fatto la conoscenza di una nuova piccola stella autunnale, minuta, robusta, invadente, spavalda.

foto dicembre 2008


scritto alle 11:34 da CarlaFed ::    COMMENTI


Mercoledi, Dicembre 02, 2009
Rifioriture: cardo
carduus gr. defloratusCon un po' di esitazione, seppure con il conforto dei miei maestri di Actaplantarum, attribuisco questo capolino rosa lilla non tanto a una specie, o sottospecie, precisa, ma al gruppo, estremente polimorfo e ricco di ibridizazioni, di carduus defloratus.
Lo avevo già mostrato il 23 luglio 2009, in piena fioritura, con i suoi capolini singoli eretti sullo stelo e visitati da nugoli di farfalle. Questa versione autunnale, fotografata durante la gita in alta val Tebbia di sabato scorso, ha notevoli somiglianze e sottili differenze con quel fiore estivo dell'alta valle Stura (sempre di Appennino ligure si tratta però ... ).
Il capolino è doppio e si piega un poco sotto il suo stesso peso, un portamento che forse ha ispirato il nome defloratus, piegato, avvizzito. Anche se in altri casi la botanica usa l'aggettivo 'nutante' per i fiori reclinati. Le foglie sono più appuntite e irsute di quelle dell'esemplare di luglio. Ma la forma delle foglie non è certo carattere distintivo di questo gruppo, che presenta almeno una decina di tipi fogliari differenti*. E poi, dato che si tratta di una rifioritura, una generazione anomala, una specie di figlio di madre anziana, le regole sono meno stringenti e le geometrie più imprevedibili.

*Sandro Pignatti - Flora d'Italia (vol 3 - Asteracee)

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Martedi, Dicembre 01, 2009
Contrasti di stagione : pioppo tremulo

populus tremula

Nel mezzo dei faggi ormai spogli, riluce il giallo dei pioppi, in una bella immagine di Luca lungo la strada provinciale per Caprile, comune di Propata, parco del monte Antola. Le foglie degli alberi stormiscono docilmente al vento e, come dice il nome, tremola il bagliore lucente nel pallido sole. La cancellata, gialla, delimita il tratturo che porta a una porcilaia.

A Caprile, tappa di partenza per l'ascensione al monte, c'è un albergo trattoria che strenuamente resiste allo spopolamento delle valli e cerca di rimanere aperto tutto l'anno, a vantaggio di viandanti motorizzati e non che ci capitano per scelta o per fortuna. L'allevamento di maiali assicura antipasti di salumi a kilometri zero.



scritto alle 11:41 da CarlaFed ::    COMMENTI


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